Pat Foreste Demaniali

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» Foreste demaniali della Provincia autonoma di Trento

Sono le foreste di proprietÓ della Provincia, individuate come patrimonio indisponibile a favore di tutta la ComunitÓ Trentina, meritevoli di particolare tutela per l'elevato valore naturalistico e socio-culturale.

Per la loro importanza sono state incluse tra le "invarianti" del Piano Urbanistico Provinciale, in quanto elementi territoriali che costituiscono caratteristiche distintive dell'ambiente e dell'identitÓ territoriale da tutelare e valorizzare al fine di garantire uno sviluppo equilibrato e sostenibile.

Il nucleo storico delle foreste demaniali Ŕ concentrato nel settore nord-orientale del Trentino (foreste di Cadino, Paneveggio, San Martino di Castrozza, Valsorda e Valzanca) ma altre importanti proprietÓ sono collocate nell'area centro-meridionale della Provincia (Monte S. Pietro, Bondone, Scanuppia, Campobrun).

 
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  • Il tema degli ostacoli al volo a bassa quota come linee elettriche, antenne, teleferiche, da ultimo le slack-line, è noto da tempo. All?indomani della tempesta ?Vaia?, che ha colpito anche il territorio trentino alla fine di ottobre del 2018, si è però posto in maniera ancora più precisa, con l?aumento delle attività di esbosco che richiedono anche l?installazione di teleferiche mobili per trasportare a valle il legname. Per questo motivo, partendo dal confronto con tutti gli addetti ai lavori, è stata emanata un?ordinanza, a cui hanno fatto seguito delle linee guida, sull?obbligo di segnalare visivamente questi impianti, per tutelare il volo degli elicotteri che possono effettuare interventi di soccorso nelle zone interessate dai lavori.

     
  • Due persone residenti in Valsugana sono state denunciate dal Corpo forestale della provincia, nell'ambito di un'operazione antibracconaggio. Nelle loro abitazioni - perquisite su mandato dell'autorità giudiziaria - sono stati rinvenuti fucili ad aria compressa (uno dei quali dotato di ottica di precisione), una doppietta e due baionette, verosimilmente residuati bellici, nonché una notevole quantità di munizioni di vario calibro e tipo. Il personale delle stazioni forestali di Borgo e di Castel Ivano, assieme a guardiacaccia dell?Associazione cacciatori trentini, ha inoltre sequestrato svariate decine di uccelli protetti sia vivi che morti, quali cince, pettirossi, passeri, verdoni, lucherini e tortore. Gli esemplari ancora in vita e privi di anello, trovati in buone condizioni di salute, sono stati subito liberati.

     
  • Il riscaldamento globale sta provocando impatti sempre più devastanti sulla vita degli esseri umani e sugli ecosistemi naturali ed è quindi fondamentale comprenderne le cause, attribuite all?azione dell?uomo, per poterne limitare gli effetti. L'inserto speciale di Terra Trentina, il periodico della Provincia che parla di agricoltura, ambiente e turismo, è dedicato proprio a questo tema. L'ultimo numero del 2019 della rivista, in questi giorni nelle case dei suoi abbonati, si apre con la valorizzazione dei prodotti trentini; in sommario, tra gli argomenti di attualità la nuova legge per l'agriturismo trentino, Vaia un anno dopo, le storie e le emozioni di chi investe in sviluppo rurale. Alcune pagine della rivista sono dedicate alla cimice asiatica con il Piano di azione provinciale, il ruolo di FEM e il contesto nazionale. I contributi tecnici e scientifici ospitati in questo numero riguardano le celebrazioni del 145° di FEM, le porte aperte un trionfo di presene, la drosophila suzukii. Completano il numero le consuete rubriche, da A come Agricoltura, Alimentazione, Ambiente alle energie rinnovabili, dai libri all'orto, da cucinaria a cibo e salute.

     
  • 18 persone arrestate, di cui 7 in carcere e tra queste anche un trentino, 46 perquisizioni in sette regioni italiane, più di 50 indagati, con capi di imputazione che comprendono ricettazione, furto venatorio e riciclaggio, il sequestro di circa 1500 nidiacei nelle provincie di Trento, Vicenza, Brescia, Firenze e Venezia, assieme anche ad armi e materiale per il traffico: sono i numeri dell?operazione ?Pullus Freedom?, contro il traffico di uccelli da richiamo, risultato di una lunga attività di indagine condotta dal personale del corpo forestale della Provincia autonoma di Trento su delega della Procura della Repubblica di Trento. L?attività investigativa, che si è estesa in diverse regioni, si è tradotta in una complessa ed articolata operazione di polizia coordinata nei giorni scorsi sempre dal personale del Corpo Forestale provinciale e che ha visto la collaborazione dei Carabinieri, del Corpo Forestale della regione Friuli Venezia Giulia e della Polizia di Stato. L?indagine è la prosecuzione di quella che a gennaio di quest?anno aveva portato all?arresto di altre 7 persone. Oggi il Procuratore capo di Trento Sandro Raimondi l?ha presentata in una conferenza stampa. Grazie al lavoro di indagine che è stato fatto, ha sottolineato il Procuratore Raimondi, si sono potuti riassumere nei capi di imputazione tutti gli episodi in contestazione, in modo meticoloso. ?Nell?apprendere di questa operazione ? questo il commento del presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e dell'assessore alle foreste Giulia Zanotelli ? desideriamo complimentarci con chi l?ha portata a compimento ed in particolare con il Corpo Forestale trentino che si è confrontato con un?attività complessa e articolata che ha messo in gioco anche la capacità di collaborare a più livelli?.

     
  • Lo scorso 26 novembre il personale della Stazione forestale di Predazzo ha provveduto all?abbattimento di un esemplare maschio di cinghiale del peso di 81 kg, sul territorio del comune di Tesero. Ciò in applicazione della disciplina per il controllo del cinghiale, che persegue l?obiettivo di evitare che il suide si propaghi sull?intero territorio della provincia, considerati i danni pesanti che può provocare al comparto agricolo. Come è noto, le maggiori popolazioni di cinghiale presenti in provincia si trovano nel Trentino meridionale, in particolare nelle aree di confine con il Veneto e con la Lombardia, dove l?animale è piuttosto diffuso. In queste zone si cerca perciò di contenerne il numero con abbattimenti mirati, in collaborazione anche con l?Associazione cacciatori trentini. In aree invece dove la specie non è ancora presente, come la val di Fiemme, si cerca di evitare che ciò accada.